Lavori

riuso
Workout Pasubio, Parma
Come tutti gli oltreferrovia di tutte le città padane, la linea del ferro ha dato destini diversi ai luoghi che ha separato a metà ‘800, attirando a sé industria, produzione e lavoro - e quindi fabbriche, officine, scali, depositi, case operaie.
A poche centinaia di passi dal Battistero di Parma, il ‘900 ha costruito qui una sua città, altra da quella consolidata dai secoli, figlia di una logica della produzione e dello scambio materializzata nella logistica dei binari delle banchine e delle strade. Qui non solo si rappresenta la memoria operaia e industriale della Parma della trasformazione alimentare e dall’industrializzazione agricola.
Qui si condensa un potenziale urbano e metropolitano che guarda insieme alla
nuova geografia dell’Emilia contemporanea -sistema lineare multipolare di città sempre più complementari e connesse nelle loro economie, culture, produzioni, conoscenze - e alla longue durée di assetti insieme storici e geografici che hanno attraversato la modernità conservando e sapendo reinterpretare il legame profondo di logiche ed ecologia tra la città e il suo territorio agricolo.

Questa densità si materializza, a pochi metri dalle Manzini (oggi Workout Pasubio - WOPA), nell’incrociarsi e sovrapporsi dell’asta ferroviaria Est-Ovest con l’asse della via Trento. Asta ormai metropolitana che allinea da Est a Ovest città da Piacenza a Rimini. Asse che si prolunga a Nord fino al Po a organizzare il territorio agricolo, nella geometria di una aggeratio che raggiunge Paradigna e Colorno; attraversa Sud il cuore antico della città alla Pilotta, al Teatro, alla Steccata; geometria che riprende al riaprirsi dello spazio rurale e si prolunga fino alle prime pendici dell’Appennino verso Langhirano. Nuovo decumano, antico cardo.
Su questo potenziale lavora, alle diverse scale, il progetto urbano e architettonico per il concorso articolato in due fasi.

Prima di tutto, riconoscendo il ruolo urbano di WOPA come catalizzatore di un
processo di rigenerazione dal basso che già oggi ha scavalcato il recinto originario delle Manzini.

WOPA è un sistema urbano, il nuovo polo culturale si connette alla Parma storica e all’Emilia metropolitana: una sequenza di spazi pubblici innerva il polo colturale nella città, facendone il cuore di un quartiere creativo per nuove popolazioni e produzioni urbane.

WOPA è riuso organico e partecipato il progetto di adaptive reuse ascolta e reinventa gli spazi esistenti il nuovo sistema distributivo organizza le nuove funzioni reinterpretando il potenziale unico delle strutture industriali storiche.

WOPA è eccezionale e quotidiano: spazi per le attività di tutti i giorni e la vita del quartiere, insieme a spazi straordinari per eventi speciali di una Parma contemporanea e metropolitana il modello di gestione alla base del progetto individua spazi di uso continuo, specializzati nella funzione, calibrati sugli usi e caratterizzati nell’arredo, e spazi per usi temporanei variabili nell’arco dell’anno, di grande dimensione, flessibili e generici - in modo da assumere ogni volta identità diverse a seconda dei contenuti proposti.

WOPA è ecologico e sostenibile: una strategia ambientale integrata diventa economia di realizzazione e di gestione grazie a soluzioni passive low-tech robuste e durevoli; l’approccio adaptive reuse minimizza le demolizioni, conservando l’identità e l'embodied energy del costruito esistente; le nuove costruzioni adottano elevati standard passivi di involucro, riducendo la domanda di energia; gli spazi riscaldati sono compatti per minimizzare il rapporto superfici/volume uffici e officine possono essere gestiti individualmente (local comfort); gli spazi temporanei e le distribuzioni sono chiusi ma non scaldati (se necessario, possono essere scaldati localmente con impianti a irraggiamento mobili); il polo culturale si connette alla rete urbana di teleriscaldamento. Le acque meteoriche sono recuperate e convogliate nel WOPA-tank, per irrigare gli orti della food forest.
 
concorso di progettazione - 3° classificato

SOGGETTO PROMOTORE:  Comune di Parma, in collaborazione con Ordine degli Architetti P.P.C. di Parma e Ordine degli Architetti P.P.C. di Bologna
GRUPPO DI LAVORO: Arch.Isabelle Toussaint, Ing. Claudia Costan Zovi, Ing. Luca Degiorgis, Ing. Marco Simonetti, Ing. Gabriele Bulgarelli, Ing. Marco Andreoli, Arch. Andrea Pera.
COLLABORATORI: Angelo Caccese, Kostas Douvaras, Anna Silenzi, Lukasz Uminski
DIMENSIONE: superficie complessiva 90635 mq
FOTOGRAFIE: Andrea Pera
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